DiLillo Parati

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Come verniciare le facciate esterne

Dalle origini della pratica edile ai giorni nostri, il rivestimento delle facciate esterne ha assunto un ruolo importante per le sue funzioni protettive ed estetiche. I rivestimenti per esterno conferiscono, in prima istanza, l'aspetto estetico all'edificio, catturando lo sguardo o, al contrario, valorizzando l’ambiente circostante. Svolgono, inoltre, un'altra funzione: proteggono la costruzione e conservano immutate nel tempo le caratteristiche del supporto al quale sono destinate, fornendo uno "scudo" contro l'umidità e gli agenti esterni naturali ed artificiali. La qualità dei rivestimenti murali è imprescindibilmente collegata alla compatibilità tra struttura murale e coating solution: per scegliere la soluzione giusta bisogna valutare le caratteristiche del supporto e le modalità di applicazione del fondo e del rivestimento seguendo i cicli di verniciatura consigliati.

Caratteristiche del supporto

Chi si occupa di verniciatura di facciate esterne potrebbe ritrovarsi di fronte a problematiche differenti collegate alla tipologia del supporto su cui applicare il prodotto. Nei “Cicli di verniciatura” presentiamo i supporti esistenti, i fenomeni e le problematiche legate alle loro caratteristiche e i prodotti e i trattamenti consigliati per la risoluzione ottimale del problema.

La preparazione del fondo

Al fine di migliorare il risultato del lavoro, è essenziale preparare il supporto con una mano di fondo che svolga la funzione di interfaccia tra il supporto ed il rivestimento murale vero e proprio. A tal proposito è bene ricordare che va scelto in modo accurato il prodotto che dovrà formare la mano di fondo con l’accortezza di conoscere in modo preciso tipologia e composizione del supporto sul quale andremo ad operare, ed aver deciso il tipo di finitura che si vuole adottare, in modo da rendere il tutto compatibile secondo la logica dei cicli di verniciatura, ai quali è indispensabile attenersi.

Caratteristiche di un buon rivestimento per esterni

Il rivestimento deve aderire perfettamente alla superficie cui è destinato. Deve, inoltre, risultare sufficientemente elastico in modo da resistere alle dilatazioni e ai movimenti del supporto stesso. I rivestimenti devono, dunque, assorbire il minor quantitativo possibile di acqua e contemporaneamente devono favorire l'evaporazione di quella penetrata in precedenza. La maggioranza dei danni subiti da un rivestimento è imputabile all'acqua. Quest'ultima risulta ricca di inquinanti atmosferici quali le anidridi e gli ossidi di Carbonio, Zolfo e Azoto. Tali sostanze trasformandosi in acidi più o meno forti, reagiscono con la maggior parte dei componenti (sostanze prevalentemente alcaline) presenti negli involucri esterni degli edifici. Queste reazioni danneggiano enormemente gli edifici poiché erodono la superficie stessa del manufatto. La presenza di acqua, inoltre, provoca dilatazioni volumetriche, variazioni delle capacità diffusive e di flusso del vapore interno, crepe e sfaldature. Le caratteristiche fondamentali dei rivestimenti murali sono quelle, sancite dalla norma DIN 4108/3, di essere impermeabilizzanti e nello stesso tempo traspiranti, in modo da ottenere superfici asciutte ed un notevole risparmio energetico. Secondo tale norma l'assorbimento capillare di acqua deve essere inferiore a 0,5 Kg/mq (fattore "A"), la resistenza alla diffusione di vapore deve essere invece minore o uguale a 2 m equivalenti di aria (fattore "B") ed infine AxB deve essere inferiore a 0,1.